Ricordando Padre Juan Bautista Cappellaro
Domenica 07 Settembre 2008
Giovanni Battista Cappellaro, friulano, emigrato in Argentina da bambino, prete della diocesi di Buenos Aires, era da oltre 50 anni membro del Gruppo del Mondo Migliore (Servizio di Animazione Comunitaria), originato da p. Riccardo Lombardi SJ, della cui nascita ricorre quest’anno il centenario. Formò il Gruppo in Argentina. Fu direttore del Centro internazionale di Spiritualità post conciliare. Fu direttore generale del Gruppo Internazionale dal 1991 al 1999. Fu direttore del Gruppo Italiano dal 1999 al 2005 e poi suo membro. Si deve in gran parte alla sua ricerca e alla sua coordinazione l’attualizzazione del messaggio del p. Lombardi, in modo particolare delle Esercitazioni. Che rappresentano per lo meno un’attualizzazione, in ottica comunitaria, degli Esercizi Ignaziani. Attraverso di esse si persegue un evento spirituale caratterizzato dall’inter-relazione e dall’integrazione di tre dimensioni: la dimensione profetica attraverso la lettura dei segni dei tempi; la dimensione sacerdotale attraverso il dinamismo della santità comunitaria; la dimensione regale attraverso la testimonianza e l’attuazione dei progetti operativi con cui promuovere una nuova immagine di Chiesa (diocesi e parrocchia). in un’umanità interdipendente, “per trasformare il mondo da selvatico in umano e da umano in divino” (Pio XII).
E’ in relazione sia alla sintesi e ri-espressione di queste tre dimensioni e, soprattutto, allo sviluppo coerente e organico della terza dimensione che il contributo di padre Cappellaro - come leader e coordinatore della ricerca di tutto il Gruppo MMM - fu di enorme valore. Crediamo che si tratti ben di più di una proposta interna a un Gruppo ecclesiale, ma di una forma intenzionale - certo tutta da valutare - di ricezione-traduzione dello spirito e della parola del Concilio, come coscienza teologica, rifondazione spirituale ed espressione pastorale.
La stessa diffusione in tutto il mondo della Nuova Immagine di Parrocchia e di Diocesi, attuata non a nome e come cosa del Gruppo, non come sua espansione ed espressione, ma come evento di Chiesa locale, sotto la responsabilità e in nome dei Vescovi e dei Parroci, è un fatto incontestabile. Attende certo valutazione e interpretazione, ma non si può ignorare. Tutto è partito da una martoriata e umile comunità umana di un migliaio di persone sconvolte dal disastro Vajont. Quella popolazione, una delle infinite Nazareth, marginali e ignorate del mondo, è servita come laboratorio sperimentale di un’ipotesi di ecclesiogenesi che si è poi universalizzata. Ed è ormai realtà di Chiesa e di Chiese, in tutte le latitudini. Ed è un onore che questa Nazareth sia in Italia.
Il libro Spiritualità di comunione: un’esperienza, una teologia, una pastorale, EDB 2008, che p. Cappellaro, poche giornate prima della sua morte, ha avuto la gioia di veder pubblicato, con un’encomiabile e autorevole presentazione del Vescovo Luciano Monari, rappresenta il suo messaggio e il suo testamento.
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