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Domenica 05 Settembre 2010
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LO SPIRITO DELLA PAROLA. La storia dell'umanita' e' lasciata anche all'iniziativa umana. In questo momento decisivo del mondo, i problemi urgenti della civilizzazione odierna sono argomenti anche religiosi. Pace, giustizia, liberta� - Martedì 07 Settembre 2010
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Nuovi scontri in Nord Kivu
Mercoledì 10 Settembre 2008

Saltata completamente la pace firmata nel gennaio 2008
11/09/2008

Nuovi scontri in Nord Kivu
Michele Luppi da Goma

Alta tensione nel Nord kivu, regione della Repubblica democratica del Congo: esercito regolare e caschi blu della Monuc non riescoo a controllare i ribelli del generale Nkunda dall’altra. Polemiche sul ruolo della missione Onu nel paese.

Sale la tensione a Goma, capoluogo del Nord Kivu, dove ieri si sono registrati blocchi lungo le strade e lanci di sassi contro i mezzi della Monuc. Ed è proprio la missione delle Nazioni Unite ad essere sempre più al centro delle critiche di una popolazione stanca e spaventata dall’avanzata dei ribelli di Nkunda che, secondo le ultime notizie, controllerebbero ormai tutti i principali villaggi a nord della città. I caschi blu sono accusati di non riuscire a proteggere la popolazione dagli attacchi e ad assicurare il rispetto del cessate il fuoco, nonostante la presenza di oltre 8 mila uomini, nel solo Nord Kivu, e i notevoli costi (il bilancio della missione è di 1 miliardo di dollari all’anno).

Gli scontri tra le Fardc, i militari di Kinshasa, in alcune zone affiancati da gruppi di Mai Mai, e il CNDP proseguono su due fronti. Nel Rutshuru i ribelli, secondo alcune fonti non totalmente confermate dalla Monuc, sarebbero ormai vicini alla città di Sake, centro strategico a circa 50 km a nord di Goma, e controllerebbero le colline intorno al capoluogo. Combattimenti anche nel Masisi, al confine tra le due province del Kivu dove, secondo fonti umanitarie, vi sarebbero circa 55 mila nuovi sfollati nel villaggio di Minova.

La situazione sul campo rimane però mutevole e negli ultimi giorni si sono susseguiti con continuità annunci e smentite di villaggi presi dai ribelli e riconquistati dall’esercito. Non è quindi semplice riuscire a fare il punto sull’evoluzione dei combattimenti. Quello che è certo è che Nkunda e i suoi uomini stanno avanzando ottenendo pesanti vittorie contro le Fardc.

Intanto la crescente tensione dell’est è al centro del dibattito politico e da più parti arrivano critiche all’operato dei caschi blu. Lunedì in una conferenza stampa tenutasi a Goma, il ministro dell’interno congolese Denis Kalume Numbi, ha chiesto a nome del governo un intervento deciso da parte della Monuc contro i ribelli. Il ministro ha invocato l’applicazione del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite che ammette, di fronte ad atti di aggresione o di turbativa della pace, l’utilizzo della forza per ristabilire l’ordine.

Dall’altra parte il presidente dell’Assemblea nazionale Congolese, Vital Kamerhe, ha ribadito come il mandato dei caschi blu non sia più efficace a garantire la sicurezza proponendo il dispiegamento nel Kivu di una missione di forze speciali come avvenne nel 2004 nella provincial dell’Ituri, con l’operazione Artemide dispiegata dall’Unione Europea sotto la guida dell’esercito francese.

La replica del comandante della Monuc, Barbacar Gaye è arrivata ieri in un’intervista rilasciata a Radio Okapi. Gaye, che ha confermato il deteriorarsi della situazione, ha difeso l’operato dei suoi uomini ribattendo come il problema non sia il mandato della forza di pace, il cui compito è quello di difendere la popolazione, ma la volontà delle parti. « Non sono gli accordi di pace a fare la pace – ha detto – bensì la volontà dei firmatari ».


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