HAITI: TERREMOTO IN MIGLIAIA SOTTO LE MACERIE
Mercoledì 13 Gennaio 2010
Haiti: in migliaia sotto le macerie
(ANSA) - HAITI, 13 GEN - Un terremoto devastante ha colpito ieri sera Haiti: la capitale Port-au-Prince è semidistrutta: migliaia di persone sono sotto le macerie. Gravemente danneggiato anche il quartier generale dell'Onu. Calata la notte e senza elettricità la gente scava al buio fra le macerie. Obama ha garantito aiuti, così come anche Frattini.
La Fondazione traduce uno spirito di mondialità e vuole servirlo. Cerchiamo di educare la nostra percezione a dilatarsi e a far crescere il raggio dell’inclusività. Quando avviene un disastro fuori da quelli che definavamo i nostri confini, è rituale informare immediatamente sulla sorte dei nostri connazionali. Per tirare un sospiro di sollievo se nessuno dei nostri è coinvolto. Cosa più che comprensibile! Allo stesso tempo è bene cogliere una certa anomalia nell’uso dell’aggettivo mio-nostro… ed educarci a vigilare sulla im-percezione verso chi è o scivola fuori del confine di quella linea emotiva-affettiva-cognitiva di appartenenza e di coinvolgimento. La costituzione conciliare sulla Chiesa nel mondo contempoaraneo ha un’introduzione che indica l’orizzonte universale a cui siamo chiamati in epoca di mondialità.
1. Intima unione della Chiesa con l'intera famiglia umana.
“Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. La loro comunità, infatti, è composta di uomini i quali, riuniti insieme nel Cristo, sono guidati dallo Spirito Santo nel loro pellegrinaggio verso il regno del Padre, ed hanno ricevuto un messaggio di salvezza da proporre a tutti. Perciò la comunità dei cristiani si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia” (GS 1).
La Fondazione prima che ben pochi mezzi economici, ha un capitale civico e sociale di sensibilità, di solidarietà, di amore fraterno. E tutto lo vuole esercitare verso i nostri fratelli e sorelle di Haiti e, in particolare verso i bambini. Come ieri eravamao in gioia per la nascita di Giulia, così ora siamo in aopornsiione affertusoa per la sorte dei più piccoli e indifesi bambini di Haiti. Accompagniamo con affetto e simpatia - e con la nostra preghiera - gli aiuti internazionali che stanno muovendosi verso quella nostra comunità amica. È questo un volto molto bello della nostra umanità attuale È questa la vicinanza che vogliamo subito attivare. Tutti. Tutti insieme.
Il presidente Moro Gino
Roma 13 gennaio 2010
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