UN GRIDO: SALVIAMO L’ACQUA
Domenica 24 Gennaio 2010
UN GRIDO: SALVIAMO L’ACQUA
Noi, riunti ad Assisi per il 64° convegno giovani, promosso dalla Pro Civitate Christiana dal titolo: "Il Sasso nell'acqua", dopo tre giorni di dibattiti e dell'acqua, desideriamo lanciare un nostro messaggio.
Noi crediamo che l'acqua è vita! La vita nasce dall'acqua: l'acqua è il cuore stesso della vita. L'uomo è acqua che cammina, che pensa. Per questo noi affermiamo che l'acqua è un diritto fondamentale delll'umanità, come ribadito da Benedetto XVI, nella sua enciclica Caritas in veritate, che proclama l'accesso all'acqua «come diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni né discriminazioni».
Noi affermiamo che l'acqua è essenziale per la vita di ogni uomo e di tutti gli esseri viventi. L'uomo è custode delle risorse idriche, che devono essere garantite a tutte le creature. A tutte le donne e a tutti gli uomini devono essere assicurati l'accesso all'acqua e la quantità utile a garantirne la vita di almeno 50 litri al giorno, come sancito dall'Onu. La mancanza di acccesso all'acqua provoca vittime in tutto il mondo.
Noi affermiamo che l'acqua bè un diritto delle generazioni future. L'acqua è una risorsa limitata. Solo una minima parte dell'acqua del pianeta è dolce e la maggior parte è contenuta nei ghiacciai, oggi sotto minaccia di sparire per il surriscaldamento terrestre. L'acqua non dev'essere sprecata e va preservata nella sua qualità. L’acqua disponibile dev'essere gestita in modo equilibrato, anche a garanzia delle generazioni future.
Noi affermiamo, proprio qui dalla città di san Francesco, uomo di pace, che l’accapparramento delle risorse idriche genera conflitti e che le future guerre verranno combattute per l’acqua. Noi affermiamo che le politiche dell'acqua devono essere improntate al rispetto dei principi enunciati e cioè devono scegliere la via della gestione pubblica delle risorse idriche; devono sottrarre l'acqua alle leggi del mercato e del profitto, a livello locale, nazionale e globale, anteponendo alle pressioni delle multinazionali il grido dei poveri.
Per questo noi condanniamo la decisione del Parlamento italiano del 19/11/2009 di privatizzare l'acqua: è un atto gravissimo che noi riteniamo immorale.
Per questo noi chiediamo che l'acqua rimanga gestita esclusivamente e direttamente dalle comunità locali, che hanno da sempre diritto di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.
Per questo noi chiediamo:
- a tutti i cittadini italiani di sollecitare la convocazione del consiglio coomunale per dichiarare l'acqua un bene di non rilevanza economica e aprire così la strada alla gestione pubblica diretta da parte dei comuni, escludendo la Spa tra i modelli di gestione dell’acqua;
- al governo italiano di escludere l'acqua dall’articolo 17/ 166/09 e di riconoscere l'acqua come diritto fondamentale degli esseri viventi;
- a tutte le confessioni religiose e particolarmente alla Cei una presa di posizione chiara sull'acqua;
- alla società civile di compotarsi per un sempre maggiore impegno nella difesa del diritto all'acqua. Diamoci tutti da fare per
Diamoci tutti da fare per salvare Sorella Acqua.
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